Cervicale :perché fa ancora male? La vera causa (che non ti è stata mai spiegata)

Si, fa male.

Cerchi di combattere questo dolore che va e viene da molto tempo. Mesi, se non anni.

Hai consultato un sacco di specialisti. Ortopedico. Reumatologo. Fisiatra. Neurochirurgo. Fisioterapista. Agopunturista. Massaggiatore. Osteopata…

Hai eseguito risonanze magnetiche e lastre. Ma nulla di anomalo. Si, magari un po’ di artrosi ma nulla di cui preoccuparsi secondo il dottore.

Il fisiatra specialista ti ha detto: “Faccia un po’ di fisioterapia, yoga o pilates e vedrà che andrà meglio…”

O magari che: “E’ solo stress, si prenda una vacanza e vedrà che ritornerà a posto”.

O ancora peggio: “Deve imparare a conviverci …”

 

Nonostante tutte le terapie eseguite, niente ha funzionato veramente. Si, un po’ di miglioramento dopo le terapie c’è stato ma poi si ritornava da capo.

Se ti ritrovi in questa situazione questo è l’articolo scritto esclusivamente per te.

 

Ecco in questo articolo voglio finalmente spiegarti il vero motivo per cui il dolore e sintomi collegati che ti porti dietro da anni non migliorano.

 

Ma chi sono io per dirti questo?

 

Io mi chiamo Alessio Veneziano, fisioterapista e fondatore di questo portale dedicato ai dolori persistenti come quello della “cervicale”. Attraverso articoli e video educativi aiuto le persone che soffrono da questi dolori a capire le REALI cause intraprendendo un nuovo efficace percorso riabilitativo.

 

So come ci si sente. Frustrati, depressi, non capiti. Ci sono passato anche io in questa trafila molti anni fa.

Anche io come te, ho sofferto da dolori persistenti che duravano da anni, come quello cervicale.

 

Mi ero detto: “eppure ci dovrà essere una cura a tutto questo…”

Ecco questo è uno dei motivi per cui ho voluto intraprendere questa carriera. Per capirne di più. Perché nessuno mi aveva spiegato IL PERCHE’ dei miei sintomi.

Veneziano Therapy nasce dalla volontà di aiutare quelle persone che soffrono da anni da dolori debilitanti e non hanno trovato ancora una soluzione efficace.

 

Adesso dopo anni di studi e pratiche posso finalmente dire che : La soluzione esiste.

Se hai dolore esiste una ragione. Il capirla ti porterà verso la riabilitazione che meriti.

 

Perché l’unico modo per curare il dolore è capire la REALE causa che gli sta dietro.

 

Il problema non è nella tua testa ma è nella tua diagnosi.

Molti medici non sono stati istruiti sulle riabilitazioni dei dolori cronici , ecco perché ti hanno rimbalzato da un posto ad un altro senza trovare una reale causa.

 

Ma oggi ho una buona notizia per te. 

A meno che non ti è stata diagnosticata una patologia seria il tuo dolore è SEVERSIBILE.

Oggi attraverso normali test di routine, si può diagnosticare se soffri da CANCRO, INFEZIONE o MALATTIE AUTOIMMUNI.

Questi test sono estremamente importanti se il tuo medico ha avuto il sospetto che ci fosse qualcosa in più a causare il dolore.

 

Ma se soffri da dolore persistente alla schiena, al collo, allo stomaco o emicranie da mesi o anni e non ti sono state diagnosticate patologie serie come quelle sopra citate, la motivazione al dolore (molto probabilmente) è questa che ti sto per dire.

 

Senti ancora male perché hai una ipersensibilità ai nervi che connettono il tuo cervello al tuo corpo.

 

Questo può creare un circolo vizioso che può durare mesi se non anni.

Ho visto pazienti che sentivano male da più di 20 anni senza alcuna patologia seria.

 

Come è possibile, ti starai chiedendo…

 

La neuroscienza ha fatto dei passi da gigante negli ultimi 15 anni e oggi questi dolori persistenti si possono spiegare scientificamente.

 

Il dolore in questi casi è stato letteralmente registrato nel cervello a causa di un sistema nervoso iper- sensibile.

Questo ti suona troppo scientifico?

 

Lascia che ti spiego in un modo più “terra terra”.

 

Le cause di un sistema nervoso iper-sensibile possono essere diverse: infortuni, un evento o periodo stressante, o anche traumi passati.

 

Bisogna quindi guardare alla tua vita passata e presente per capirlo.

 

Ci vuole grande motivazione ed energia mentale per ritornare a stare bene, ma questo circolo vizioso del dolore può essere interrotto e in questo articolo ti spiegherò come.

Sono confidente in quello che sto per dirti perché questo è stato possibile per me e altre centinaia di migliaia di persone che hanno intrapreso lo stesso percorso di riabilitazione.

Inoltre, questo percorso è basato su scienza solida e buon senso.

 

Ma per intraprendere questo percorso prima devi sapere come il dolore viene creato.

 

I percorsi del dolore

 

Il dolore viene creato grazie alla stimolazione dei nervi che vanno dal corpo al cervello. Questi se stimolati per molto tempo possono rimanere attivi e diventare quindi ipersensibili.

 

Facciamo un esempio per capirne di più.

 

Il dolore da frattura

Quando si ha a che fare con una frattura al braccio, il dolore viene creato per proteggere quella porzione del corpo.  Perché sentendo dolore farai molta difficoltà a muoverti, così da non danneggiare ulteriormente quella porzione del corpo.

Questo è molto importante per la rigenerazione muscolare delle ossa e dei muscoli che sono stati danneggiati. Ecco perché, per molte fratture si immobilizzano gli arti grazie ad ingessature.

Normalmente dopo circa 6 settimane i tessuti si saranno rigenerati, il dolore calerà gradualmente e nel mentre sarai in grado di muovere l’arto come prima dell’infortunio.

La sensibilità dei nervi dell’arto, allo stesso tempo, andranno a diminuire.

A questo punto non esiste più motivo di proteggere la zona infortunata se i tessuti del corpo si sono rigenerati, quindi in risultato : zero dolore.

 

Nel seguente esempio capirai che è il sistema nervoso a “dettare legge” sulle sensazioni che percepisci.

 

Il dolore da “arto fantasma”

Un paziente di nome Anna, a causa di un incidente stradale, ha subito un’amputazione alla gamba destra.

Nelle settimane seguenti all’operazione Anna inizia a sentire dolore al piede destro come se l’operazione di amputazione non fosse mai stata effettuata.

Questo in medicina viene chiamato l’”Arto Fantasma”.

L’effetto è possibile perché il sistema nervoso che collegava le sensazioni della gamba al cervello sono ancora attive a livello della spina dorsale, continuando a mandare segnali, nonostante l’arto non è fisicamente esistente.

 

arto fantasma

 

Il dolore attraversa 3 importanti componenti: Il sistema nervoso

 

Per capire perché Anna sente ancora dolore al piede destro, nonostante l’arto non esista più fisicamente, devi capire che il dolore viene creato attraversa 3 importanti componenti del corpo:

Step 1

I nervi (che salgono dal corpo) mandando un segnale al cervello

Step 2

Il cervello che analizza la situazione

Step 3

I nervi (che scendono dal cervello) mandando un segnale al corpo

sensiitivizzazione centrale

Per risolvere il dolore dobbiamo lavorare sul secondo componente, il nostro cervello, perché è lui che general il dolore, i nervi portano soltanto il messaggio.

 

Il cervello, quindi, può sia CREARE il dolore che al contrario CURARLO.

In questo caso Anna deve fare imparare al cervello che la gamba destra non è più esistente ed esistono diverse tecniche per farlo.

Questo era solo un esempio per farti capire che non è necessaria una abnormalità fisica per creare dolore.

 

LA SOLUZIONE DEFINITIVA ESISTE

Purtroppo, poche persone sono state informate sulle soluzioni che veramente funzionano.

 

Migliaia di esempi di pazienti, che hanno seguito un approccio diverso da quello convenzionale , sono riusciti a curare i loro sintomi REGOLANDO IL SISTEMA NERVOSO.

 

I PUNTI CIECHI DELLA MEDICINA

La chiave del trattamento dei dolori cronici è nel determinare quello che li causa. Questa non è soltanto una buona procedura medica, è buon senso.

Ad ogni modo, molti dottori, che siano tradizionali o olistici, sono inconsapevoli che il sistema nervoso può produrre una larga varietà di sintomi fisici, tra quale dolore.

E come risultato abbiamo una crescita epidemica di mal di schiena e collo (e non solo).

In Italia, 1 persona su 4 soffre da dolore cronico e milioni di euro sono spesi ogni anno tra medicinali, iniezioni e operazioni chirurgiche.

Negli ultimi 50 anni la scienza medica ha fatto passi da gigante in diverse aree: cancro, malattie del cuore, ipertensioni, diabeti, infezioni and molte altre malattie.

Questi risultati sono stati possibili grazie all’avanzamento delle biotecnologie esaminando il corpo scrupolosamente per vedere se esistono dei cambiamenti a livello molecolare (esempio cancro, infezioni) che chiamiamo CAMBIAMENTI PATOLOGICI.

Questi importanti cambiamenti solitamente non sono identificabili su quelle persone che soffrono da mal di schiena o male al collo.

Quello che si identifica sono soltanto CAMBIAMENTI FISIOLOGICI, ovvero cambio di pressione del sangue, tensione muscolare, sensibilità dei nervi del corpo e del cervello.

Questi cambiamenti fisiologici sono per la maggior parte dati da sedendaiertà , stati emozionali e pensieri negativi della persona.

Una grande varietà di medici è istruita per trattare i cambiamenti patologici ma non i dolori cronici. La maggiorparte cerca di solvere queste condizioni attraverso un approccio riduzionistico (esempio : terapie manuali o medicinali).

La maggior parte dei dolori cronici (anche chiamati sindrome mente-corpo) sono causati da complesse connessioni neuronali invece che da malattie localizzate in unica parte del corpo.

 

DOLORE PERSISTENTI AL COLLO e “colpo di frusta”

Iniziamo con una condizione fisica che tutti conoscono: il colpo di frusta.

Il corpo di frusta accade quando, per esempio, ti trovi in macchina e vieni improvvisamente tamponato da dietro. La testa viene “gettata” all’indietro, causando una distorsione dei tendini, muscoli e legamenti del collo.

Dolore al collo e mal di testa susseguono l’evento e possono durare anche mesi se non anni.

Ma questo ha veramente senso?

Se ti fratturi un osso, senti sicuramente un significativo dolore per un po’ di tempo. Ma quando la frattura viene curata (in 6 settimane), il dolore solitamente scompare.

Il colpo di frusta è sicuramente una condizione meno seria di una frattura eppure il recupero può durare anni !

Quindi perché un infortunio al collo non si riabilita in un tempo più ragionevole?

La risposta sta dietro alle connessioni neuronali (tra collo e il cervello).  Una volta che queste connessioni sono sensibilizzate (accese) a causa dell’infortunio, possono rapidamente essere memorizzate dal cervello.

Questi percorsi continuano ad accedersi su e giù in continuazione, e dopo un certo periodo, vengono letteralmente memorizzati.

Schrader, un neurologo norvegese si chiedeva perché così tante persone soffrivano da colpo di frusta nel suo paese, così comparò la quantità di colpi di frusta in Norvegia contro quelli della Lituania.

In Norvegia come in Italia, se ti trovi in un incidente stradale , molti dottori ti raccomandano di rimanere a riposo, prendere anti infiammatori, sperando di mitigare gli effetti dell infortunio.

In Lituania, molti dottori consigliano a questi pazienti semplicemente di ritornare a lavorare.

Schrader ha studiato 202 pazienti Lituani che avevano subito un incidente stradale e ha trovato che non c’erano più persone con male al collo o alla testa rispetto a quelle che non avevano subito l’incidente.

Dopo questo studio il dottor Schrader è ritornato in Lituania per condurre uno studio prospettivo, che ha molta più validità di quello precedente, e nuovamente ha trovato che il colpo di frusta lì non esiste (Schrader, et. al, 2006).

Quello che abbiamo imparato è che il grado dell’infortunio non è correlato a quanto dolore si sentirà in futuro. Il dolore acuto viene sentito nella maggior parte degli infortuni, ma il dolore cronico ha molta più probabilità di esistere tra le persone che hanno sostenuto medie invece che severi infortuni.

(Malik and Lovell, 2004)

Uno studio di W.H Castro e colleghi (2001) ci aiuta a dare una completa spiegazione dell esistenza di dolore cronico dato dal “colpo di frusta”. I ricercatori hanno trovato che le persone che sviluppavano dolore cronico erano quelle che provavano più stress e sofferenza emotiva al momento dell’incidente.

 

Senza il cervello al lavoro, pochissimi incidenti o infortuni causerebbero sintomi cronici.

 

L’importanza di sentire dolore

Madre natura ha fatto si che percepisci il dolore in modo da proteggere il tuo corpo, evitando potenzialmente infortuni o traumi. In altre parole, il dolore si comporta come un allarme.

L ‘allarme può scattare e rimanere attivo per fattori diversi, non solo fisici ma anche emozionali o di stress.

Pensieri ed emozioni possono attivare il sistema nervoso creando quindi tensione nel corpo.

Se questa tensione rimane attiva per molto tempo, il cervello per proteggere il corpo crea DOLORE che può persistere anche per anni prima di essere riregalo.

 

Lo stress che persiste può creare sintomi e dolori che persistono

Quando si è sotto stress gli organi producono sostanze chimiche nel corpo che vengono rilasciate attraverso il sangue e il sistema nervoso.

Gli ormoni che si liberano in condizioni di stress comprendono essenzialmente le catecolamine ed il cortisolo. Le prime sono liberate nella fase di allarme (nel momento di stress acuto) , mentre il secondo è prodotto quando le condizioni di stress sono persistenti.

Le condizioni di allarme possono essere differenti per ognuno, molte volte sono riconducibili a situazioni familiari, di lavoro o finanziarie.

 

I primi dolori persistenti alla cervicale lì sentii in un periodo della mia vita molto stressante, quando ancora lavoravo in ufficio come consulente informatico. Il lavoro non mi piaceva per niente, non mi sentivo realizzato, e sentivo di buttare ogni singolo giorno della mia vita.

Allo stesso tempo avevo paura a licenziarmi, perché non sapevo ancora che direzione prendere. Ci sono voluti ben 2 anni prima che presi il coraggio di lasciare quell’identità da informatico alle spalle.

Ad oggi posso dire che questi fattori (stress emotivo e pensieri negativi) erano predominanti nella perpetuazione dei miei sintomi (dolore e tensione cervicale).

 

Mal di collo e mal di schiena

Molte persone con mal di schiena e collo pensano che siano causati da condizioni degenerative (che andranno a peggiorare con l’avanzare dell’età) . Invece, un’indagine del 2007 (del centro di malattia degli USA) ha dimostrato che il picco del dolore su queste condizioni va dai 45 ai 64 anni.

Male alla schiena significa che esiste un problema fisico alla schiena? Possiamo vederlo dalle risonanze magnetiche o lastre? La risposta è semplicemente NO.

In 3 diversi studi (Jensen, Borenstein e Boos) esiste veramente una piccola correlazione tra quello che veniva trovato nelle scansioni e il dolore dei pazienti.

Prendi delle persone di mezza età senza mal di schiena o mal di collo e scansiona la loro schiena attraverso una risonanza magnetica e troverai che dal 60 al 90% di questi avrà una malformazione di ogni tipo tra cui , degenerazione ai dischi, ernie, artrosi e altri cambiamenti comuni.

Questi cambiamenti sono meglio interpretati dal normale cambiamento dovuto all’età e non da un processo di malattia.

Se si prendono 100 persone con mal di schiena e 100 persone senza mal di schiena, sottoposti a risonanza magnetica, i medici non riusciranno a predire quale paziente avrà dolore e chi no.

 

In uno studio del 2015 (Brinjikji , 2015) ha scansionato la schiena di un grosso gruppo di individui senza mal di schiena e questi sono i risultati :

  • 50% di 30enni sani aveva dischi degenerati
  • 40% di questi aveva delle ernie
  • 80% di 50enni sani aveva dischi degenerati
  • 60% di questi aveva delle ernie

E i numeri aumentavano di conseguenza per i più anziani.

Se soffri da mal di schiena o cervicale e ti viene fatta una risonanza, è molto probabile che il tuo dottore ti dirà che la causa del dolore arriva da un problema fisico ai tuoi dischi.

Studi scientifici hanno dimostrato che solo il 10-15% delle persone con dolore alla schiena possono essere accuratamente diagnosticate da test medici di routine ( Deyo, 1992).

Uno studio Australiano più recente ha seguito 1,100 persone con dolori acuti alla schiena e ha trovato che solo l’1% di questi aveva significati problemi fisici alla schiena (Hensche, 2009).

Sfortunatamente, molti dottori (che siano neurologi o chirurghi) non leggono questi studi rimanendo indietro di 15 anni dalle ultime evidenze scientifiche.

Quando un dottore dice ad una persona che esiste un problema fisico alla schiena basato su una risonanza , il pazienze immediatamente cessa di essere qualcuno con dolore alla schiena ed inizia ad essere qualcuno con una schiena malandata.

E se inizi a pensare a questo, è molto probabile che il dolore persisterà per più tempo e inizierà ad essere più severo.

 

Ad ogni modo, è di estrema importanza sapere chi di quella minoranza soffre da serie problematiche alla schiena, in altre parole da TUMORI, FRATTURE o INFEZIONI.

È anche di estrema importanza che un dottore ti esamini per essere sicuro che non ci siano danneggiamenti o compressioni ai nervi.

Questo può essere dimostrato attraverso dei test di riflesso, test di forza muscolare degli arti e test del tatto.

Se il dolore va verso le braccia o gambe, o si sentono dei formicolii, questo può essere causato da una sindrome mente-corpo (appunto causata da un sistema nervoso ipersensibile) e non necessariamente da problematiche serie.

Quindi se questa situazione viene ritrovata ma i test di riflesso, di forza e tatto sono OK nella stra-maggioranza dei casi non bisogna preoccuparsi.

 

Ad ogni modo per essere sicuri, bisogna consultare un medico che abbia la conoscenza di queste condizioni e che faccia un’attenta diagnosi.

Purtroppo, di questi dottori ne esistono veramente pochi in Italia, ma i tempi stanno lentamente cambiando e sono sicuro che più e più professionisti si aggiorneranno sue queste nuove evidenze scientifiche.

 

LE SOLUZIONI (2 esercizi efficaci)

Ok adesso che sai che molto probabilmente i tuoi sintomi sono creati dal sistema nervoso e non da un problema fisico cosa puoi fare per stare meglio?

Regolare il sistema nervoso è un processo lento ma che dà i suoi frutti. Immagina questo processo come una maratona e non come uno sprint dei 100 metri.

Ci vuole pazienza e costanza per arrivare in fondo. Un passo alla volta, 1% di progresso al giorno è tutto quello che devi ricercare.

Attraverso semplici esercizi puoi regolare il sistema nervoso in modo super efficace. Ovviamente lo stile di vita conta molto.

Cercare gradualmente di ritornare alle attività fisiche e sociali è importante.

Nel mentre quello che puoi fare sin da subito è prendere confidenza con questi 2 esercizi :

Se vuoi saperne di più ho preparato una guida gratuita con molti altri. Non li devi eseguire tutti per stare bene ma solo quelli che funzionano per te.

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Scarica GRATIS guida qui .

 

Ricorda, l’obbiettivo all’inizio non è eliminare il dolore ma piuttosto essere cosciente delle tue sensazioni dopo l’effetto di questi esercizi.

Pian piano il cervello si adatterà a questi nuovi input e registrerà nuovi modi di reagire ai sintomi. In questo modo il cervello si sentirà sempre meno in allarme e la tensione muscolare e nervosa diminuirà di conseguenza.

Quanto ci vorrà prima che sentirai i primi benefici?

Una maratona non si finisce in 1 minuto. Questo è un percorso lungo e tortuoso, fatto di salite e discese.

Quindi è molto soggettivo il tempo di recupero.

In media, se si pratica ogni giorno, dopo 2 mesi i sintomi diminuiscono potrebbero diminuire anche del 40%-50%. In alcuni casi addirittura del 90%.

Ok adesso veniamo agli esercizi.

Esercizio 1# Respirazione focalizzata sul cuore

coerenza cuore respirazione

La respirazione focalizzata sul cuore consiste nel dirigere la tua attenzione verso l’area del cuore e respirare un po’ più profondamente del normale. Mentre inspiri, immagina di farlo attraverso il tuo cuore e, mentre espiri, immagina che sia attraverso il tuo cuore.

(All’inizio, mettere la mano sul cuore mentre respiri può aiutarti a dirigere la tua attenzione verso il tuo cuore.)

Consiglio di inspirare per circa 5-6 secondi ed espirare per 5-6 secondi. Assicurati che il tuo respiro sia regolare, non forzato e confortevole. Anche se questo non è difficile da fare, potrebbe volerci un po’ di tempo per abituarsi, ma alla fine stabilirai il tuo ritmo naturale.

La respirazione focalizzata sul cuore non richiederà molto tempo della tua giornata, ma può aggiungere molti benefici alla tua vita. Molte persone trovano che la respirazione focalizzata sul cuore sia un ottimo modo per iniziare e finire le loro giornate, ma ci sono momenti intermedi in cui è particolarmente utile.

Provalo durante una pausa dal lavoro, oppure quando ti senti particolarmente stressato.

Oppure provalo quando sei in autobus, in treno o persino in aereo; prima di una presentazione, una riunione importante; un importante test all’università ; o un temuto incontro con qualcuno che preferiresti evitare.

Il termine scientifico per questo strumento semplice e veloce è coerenza psicofisiologica: ne hai mai sentito parlare? Continua a leggere.

Coerenza fisiologica

coerenza fisiologica

“La coerenza è lo stato in cui il cuore, la mente e le emozioni sono in allineamento energetico e incooperazione”, secondo il Dr. Rollin McCraty, direttore della ricerca dell’Institute of HeartMath.

“Quando la modalità di coerenza fisiologica è guidata da uno stato emotivo positivo, la chiamiamo coerenza psicofisiologica”.

Coloro che hanno praticato la respirazione focalizzata sul cuore nel corso degli anni affermano di aver sperimentato: un senso di sollievo e di pace, sentendosi meno frenetici e con una più profonda connessione con il proprio corpo.

Questo senso di coerenza tra mente e corpo oggi è misurabile attraverso degli strumenti tecnologici .

Personalmente io uso questo : Polar H10.

Non devi necessariamente avere a disposizione questi strumenti per diminuire i tuoi sintomi, ad ogni modo avere un feedback oggettivo su che stato si trova il tuo corpo può sicuramente aiutare a conoscerti meglio.

 

Esercizio 2# Respirazione 4-7-8 ( Respiro Rilassante).

L’esercizio di respirazione 4-7-8 è assolutamente semplice, non richiede molto tempo, non richiede attrezzature e può essere eseguito ovunque.

Sebbene tu possa farlo in qualsiasi posizione, siediti con la schiena dritta mentre impari l’esercizio. Posiziona la punta della lingua contro la cresta del tessuto appena dietro i denti anteriori superiori e mantienila lì per tutto l’esercizio.

Espirerai attraverso la bocca intorno alla lingua; prova a stringere leggermente le labbra se ti sembra imbarazzante.

  • Espira completamente attraverso la bocca.
  • Chiudi la bocca e inspira silenziosamente attraverso il naso contando mentalmente fino a  quattro .
  • Trattenete il respiro contando fino a  sette .
  • Espira completamente attraverso la bocca  fino a  otto .
  • Questo è un ciclo di respiro. Ora inspira di nuovo e ripeti il ​​ciclo altre 3 per un totale di 4 cicli.

Nota che con questa tecnica di respirazione, inspiri sempre silenziosamente attraverso il naso ed espiri in modo udibile attraverso la bocca. La punta della lingua rimane in posizione per tutto il tempo. L’espirazione richiede il doppio del tempo dell’inspirazione.

Il tempo assoluto che dedichi a ciascuna fase non è importante; il rapporto di 4:7:8 è importante .

Se hai difficoltà a trattenere il respiro, accelera l’esercizio ma mantieni il rapporto di 4:7:8 per le tre fasi. Con la pratica puoi rallentare tutto e abituarti a inspirare ed espirare sempre più profondamente.

Questo esercizio di respirazione è un tranquillante naturale per il sistema nervoso. A differenza dei farmaci tranquillanti, che sono spesso efficaci quando li prendi per la prima volta ma poi perdono il loro potere nel tempo, questo esercizio è sottile quando lo provi per la prima volta, ma acquista potere con la ripetizione e la pratica.

Fallo almeno due volte al giorno. Non puoi farlo troppo spesso. Non fare più di quattro respiri alla volta per il primo mese di pratica.

Successivamente, se lo desideri, puoi estenderlo a otto respiri. Se ti senti un po’ stordito quando respiri in questo modo per la prima volta, non preoccuparti; passerà.

Una volta sviluppata questa tecnica praticandola ogni giorno, sarà uno strumento molto utile che avrai sempre con te. Usalo ogni volta che accade qualcosa di sconvolgente, prima di reagire. Usalo ogni volta che sei consapevole della tensione interna o dello stress. Usalo per aiutarti ad addormentarti.

 

Allora buona pratica e fammi sapere come va

Al prossimo articolo,

 

Alessio

 

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Alessio Veneziano

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