Stress , Dolore Neuroplastico ed Emozioni Represse

Lo stress è divento epidemico. Secondo un recente studio di Assosalute, l’85% degli italiani nell’ultimo semestre 2022 presenta disturbi legati allo stress. In altre parole 8 italiani su 10 ne soffre.

In particolare le persone che sono affette da sintomi persistenti del tratto cervicale e spalle vivono in uno stato di stress cronico da molto tempo.

Ma che cosa veramente accade nel nostro corpo quando siamo sotto stress, e perché è importante tenerlo a bada.

In questo articolo ti spiegherò le migliori strategie che puoi adottare sin da subito per ritornare ad un nuovo stato di equilibrio nel minore tempo possibile (senza l’uso di farmaci).

 

Se non mi conosci io sono Alessio Veneziano, fisioterapista e fondatore di questo portale “Veneziano Therapy”. Divulgo articoli, guide, e video corsi per coloro che soffrono da sintomi cervicali persistenti. Attraverso un nuovo approccio olistico e scientifico ti guido verso una totale riabilitazione.

 

Che cos’è lo stress ?

Lo stress è una sensazione di tensione emotiva o fisica. Può provenire da qualsiasi evento o pensiero che ti fa sentire frustrato, arrabbiato o nervoso. Lo stress è la reazione del tuo corpo a una sfida o a una richiesta. In brevi periodi, lo stress può essere positivo (anche chiamato eurostress), ad esempio quando ti aiuta ad eseguire una prestazione sportiva , evitare un pericolo o a rispettare una scadenza.

Se lo stress viene prolungato nel lungo periodo, si parla di stress cronico, questo è uno dei fattori che scaturisce alla formazione di diverse patologie/problematiche fisiche.

 

Quali sono i segni premonitori e i sintomi dello stress (emotivo) ?

Ogni persona somatizza lo stress nel corpo in modo differente. Qui di seguito trovi i più comuni :

  • Pesantezza al petto, aumento della frequenza cardiaca o dolore al petto.
  • Dolore alla spalla, al collo (cervicalgia) o alla schiena.
  • Mal di testa.
  • Senso di sbandamento.
  • Sonno disturbato.
  • Digrignare i denti o stringere la mascella.
  • Fiato corto.
  • Sensazione di stanchezza, ansia, depressione.

 

In che modo lo stress modifica il tuo corpo?

I sintomi sopra citati sono semplicemente gli output dello stress.

Molte persone pensano che il dolore sia creato esclusivamente da danneggiamenti o problematiche fisiche Es: ernie, scoliosi, artrosi, tendiniti,etc..

Nuovi studi neuroscientifici dimostrano che il nostro sistema nervoso può creare una grande varietà di sintomi senza che ci sia assolutamente nessun danneggiamento fisico.

E’ importante quindi guardare alla possibilità di un’altra causa del dolore: IL NOSTRO SISTEMA NERVOSO.

In questo caso si parla di DOLORE NEUROPLASTICO, esso viene creato dal cervello a causa di una ipersensibilità del sistema nervoso.

 

Cosa rende il nostro sistema nervoso iper-sensibile ?

 

I fattori possono essere diversi ma un fattore comune è appunto lo stress emozionale.

La paura e l’ansia sono due principali fattori che perpetuano una condizione di dolore persistente.

 

Come si crea il dolore ?

 

In base ad un’accurata analisi dei segnali che arrivano dal corpo (organi, muscoli, ossa, ecc…)  il cervello può decidere se attivare dei segnali di pericolo (dolore) oppure no.

E’ attraverso una complicata rete di comunicazione (circuiti neuronali del sistema nervoso) che il cervello ricevere e manda i messaggi al corpo.

Perché il dolore diventa cronico

In situazioni di stress persistente questi circuiti neuronali vengono automaticamente memorizzati nel cervello come vie prioritarie. Perché più queste vengono ricalcate (attraverso paure e ansie) più efficienti diventano.

E’ dunque molto importante regolare il nostro sistema nervoso per evitare che questi passaggi vengano attivati in modo persistente e subconscio.

 

Esistono due tipologie di dolore

Come accennato nelle righe precedenti esistono due tipologie principali :

  1. dolori causati da un danneggiamento ai tessuti
  2. dolori causati dal percorsi neuronali, quest’ultima tipologia di dolore viene chiamato DOLORE NEUROPLASTICO.

Negli ultimi 15 anni sono stati fatti molti studi a riguardo quest’ultima tipologia.

In questo importante studio del 2019 , più del 60% dei partecipanti è riuscita guarire totalmente il mal di schiena grazie a tecniche psicologiche mirate alla regolazione del sistema nervoso.

 

Come è possibile che delle tecniche psicologiche possano curare un mal di schiena che durava da più di 10 anni ?

Questo ti sembrerà fantascienza ma questo è possibile proprio perché ad attivare il dolore in questi cosi non è un danneggiamento del corpo ma piuttosto il nostro modo di reagire al dolore e alle situazioni di vita.

 

In questo studio tutti i partecipanti del gruppo soffrivano da dolore alla schiena da almeno 1 anno (qualcuno anche oltre i 10 anni!). La totalità dei partecipanti evidenziava delle problematiche strutturali a livello della colonna vertebrale (ernie, protusioni discali, etc..).

Questo studio apre una nuova era della riabilitazione fisica perché fin ad ora queste 2 tipologie di dolori sono state trattate allo stesso modo : attraverso quindi a terapie fisiche.

Se non vuoi perdere ulteriore tempo la strategia è quella seguente :

 

I tuoi strumenti di cura da avere a disposizione

 PASSO 1 : Informazione e Conoscenza

informazione

False credenze e luoghi comuni purtroppo sono ancora in circolazione, sia nel mondo clinico che nei pazienti. Questo è a discapito di tutti, perché la frustrazione aumenta da entrambe le parti, sia nel paziente che nel terapista.

Nel paziente perché si trova a girare tra decine di professionisti provando ogni sorta di terapia con dei risultati non soddisfacenti.

Nel terapista perché, se pur in buona fede, non riesce a trovare una soluzione per il paziente.

Il problema sta alla radice: la diagnosi del dottore mira nella maggioranza delle volte a problematiche fisiche (ernie, protusioni, artosi …) dove molte volte non sono la causa del problema.

In questo modo si va a creare un trattamento per qualcosa che NON necessariamente emana dolore (e abbiamo diversi studi scientifici ad attestare questo) .

 

In altre parole, la maggioranza dei trattamenti  vanno solo a toccare la superficie del corpo ma non la mente di controllo (cervello e sistema nervoso).

 

In questo portale trovi decine di articoli che ti informano su quello che devi sapere.

 

In questo passo è essenziale non solo informarsi ma anche avere le evidenze che ti trovi veramente in questa tipologia di dolore o sintomi. Consulta un medico o terapista informato in materia che possa aiutarti in questo.

Intanto questo questionario potrebbe darti una mano

 

PASSO 2 : Controlla la mente del dolore – Lavora sul tuo comportamento e abitudini

abitudini

La regolazione del sistema nervoso è un percorso difficile ma se sarai determinato ti darà i benefici che ti aspettavi.

Nello studio scientifico proposto poche righe fa, i pazienti sono migliorati in 8 settimane ( dove il 66 % di questi in modo totale) .

Ovviamente questo è soggettivo e dipende da fattori ambientali del paziente (lavoro, livello di stress, famiglia, situazione economica ecc..)

La terapia in questo passo si chiama RIPROCESSO DEL DOLORE. Essa raggruppa diverse tecniche psicologiche che aiutano a riprocessare il modo in cui il dolore viene creato.

Nel concreto parliamo di modificare il modo in cui il cervello interpreta i “segnali di pericolo” da corpo, trasformandoli in “segnali sicuri”.

 

Queste tecniche possono essere usate per tutte le sintomatologie croniche che sono state diagnosticate come NEUROPLASTICHE (ovvero non originate da danneggiamenti dei tessuti ma da un malfunzionamento del sistema nervoso)

Esempi di comuni sintomi neuroplastici :

  • Mal di testa/ Emicranie da tensione muscolare
  • Mal di collo / Mal di schiena Cronico
  • Fibromialgia
  • Sindrome Intestino Irritabile

 

Importante : E’ bene prima consultare il proprio medico per escludere che queste sintomatologie sia create da problematiche serie come TUMORI, INFEZIONI, FRATTURE o MALATTIE AUTOIMMINI.

 

PASSO 3 : LAVORA SULLE TUE EMOZIONI

 

Se si vuole andare alle radici di questa tipologia di dolore bisogna analizzare le tue emozioni. Perché senz’altro sono loro le maggiori responsabili.

 

Rabbia, frustrazione, depressione, ansia ecc… queste sono guidate sempre da una causa che purtroppo sai soltanto tu.

Nessun terapista può curarti se non sei tu in primis a lavorare su te stesso.

 

Nella mia esperienza con il dolore cronico , ho sofferto e qualche volta ancora ne soffro, da tensione cervicale. Questo accade in situazioni di fretta e ansia.

 

Quando sento che i muscoli del collo e delle spalle iniziano a tirare più del normale, mi fermo.

Cerco di analizzare le emozioni che in quel momento sento nel mio corpo e nella mia testa.

Realizzo che c’è sempre un sottofondo di ansia e frustrazione quando questi sintomi iniziano a sorgere.

L unica cosa che devo fare è prenderne coscienza, che il dolore è soltanto un allarme. E’ un modo per dirmi , Alessio, lascia andare, ti stai stressando troppo, prenditi un minuto per respirare.

 

SI COSCIENTE DELLE TUE EMOZIONI

 

E’ molto importante eseguire questo processo di coscienza: ovvero pensare al dolore come la causa di un evento emozionale.

In questo modo troverai finalmente il bottone “SWITCH OFF”.

switch off brain

Non è importante (all’inizio) risolvere la causa della tua ansia o dei tuoi pensieri ma è importante essere coscienti che essi sono presenti. Essi esistono dentro di te e vogliono “essere visti”.

 

Il corpo è più intelligente di quello che si può pensare, esso “legge” il nostro inconscio emozionale e reagisce ad esso ogni secondo.

 

Il dolore si può attivare anche in momenti in cui consciamente non c’è (apparentemente) “nessun pericolo”.

 

Ecco perché è importante eseguire le tecniche del RIPROCESSO del dolore in modo giornaliero, in modo da lavorare anche sulla mente inconscia.

 

L’inconscio è memorizzato dentro la nostra mente e un modo per influenzarlo è attraverso le abitudini.

 

Cambia le tue abitudini e cambierai il tuo inconscio.

 

Così inizierai ad instaurare un meccanismo automatico sul cervello.

 

Parla con il tuo cervello

cervello

Ti sembrerà da pazzi ma funziona.

 

Mentalmente digli che non esiste più il bisogno di rilasciare questi allarmi, perché finalmente sei cosciente del perché questi arrivano.

Prendiamo coscienza delle nostre paure e ansie e lavoriamoci semplicemente osservandole senza ripudiarle.

Ripudiare le paure e le ansie vorrebbe dire ripudiare il dolore.

Questo non piace a colui che crea il dolore, il nostro cervello, perché il suo motivo era di farci diventare cosciente su qualcosa reprimiamo dentro di noi.

 

Diario Espressivo

scrittura espressiva2

Questa tecnica di scrittura ti aiuterà a liberare emozioni represse nel tuo incoscio.

Non sottovalutare la potenza di questa metodologia, essa è usata spesso anche in ambito clinico.

E’ molto semplice utilizzarla. Segui questi passi.

 

Inizia facendo tre liste:

1: FATTORI DI STRESS PASSATI

Qualsiasi evento accaduto nel tuo passato che ti ha causato stress, inclusa la tua infanzia/adolescenza/pre età adulta. Cose che ti hanno fatto provare paura, rabbia, senso di colpa, vergogna o umiliazione o qualsiasi altro grande sentimento.

 

Questo elenco potrebbe includere cose come: negligenza, abuso, abbandono, trasloco di casa/scuola, bullismo, essere testimone di abusi verbali o fisici, avere una condizione medica, difficoltà con i fratelli, mancanza di affetto, dipendenza nella famiglia di origine, divorzio o problemi coniugali , malattia mentale in famiglia, lutto, assenza di un genitore, stress da studio, abbandono del lavoro, esperienza di un evento traumatico, stress professionale, difficoltà con le amicizie, malattia o infortunio a se stessi o a una persona cara… o semplicemente essere una discrepanza energetica con un genitore.

 

Tutto ciò che significa qualcosa per te, anche se nessun altro lo capirebbe, va in questa lista. Può essere qualcosa di specifico come: “quella volta al parco giochi in quarta elementare” o “la ragazza del campo sportivo”.

 

2: FATTORI DI STRESS ATTUALI

Qualsiasi cosa nella tua vita che ti sta causando stress ora, ed è ancora in corso. Questo elenco può includere cose come gli esempi già forniti sopra.

 

3: TRATTI DELLA PERSONALITÀ

Aspetti della tua personalità che potrebbero contribuire al tuo stress.

 

Esempi di questi sono cose come: perfezionismo, piacere alle persone, bisogno che gli altri ti apprezzino e ti approvino, avere un forte critico interiore, stabilire standard molto elevati per te stesso, giudicarti duramente, mettere i bisogni degli altri prima dei tuoi, trovare difficoltà a stabilire confini con le altre persone, pessimismo, bassa autostima o bassa autostima, difficoltà a provare e/o esprimere emozioni, iper-vigilanza e ansia. Questo è un elenco di suggerimenti, ma apri la tua mente a ciò che ha senso per te.

 

Scegli un argomento dalla tua lista e scrivici per 20 minuti.

Non pensare troppo a dove cominciare. Scegline uno. Se finisci per prendere una tangente, va bene. Immagina di mettere un coniglio sulla neve e lasciarlo esplorare, seguire il sentiero e vedere dove ti porta.

 

20 minuti è il minimo consigliato per darti il ​​tempo di esplorare l’argomento e superare ogni resistenza. Se hai altro da dire, va bene continuare.

 

Dì la verità e non aver paura di andare in profondità.

Il punto centrale del diario espressivo è scrivere la verità cruda e non filtrata su come ti senti. Non censurarti o modificare; cerca di essere onesto su ciò che senti anche se è vergognoso, spaventoso o brutto. Nessun altro lo leggerà (ti consiglio di cancellarlo/distruggerlo dopo averlo scritto). Immagina di essere un bambino che fa i capricci e lascia che tutto si sfoghi, o immaginalo come una parola vomito. Stai riportando qualcosa di orribile sulla pagina, in modo che non sia più bloccato nel tuo corpo.

 

Cerca di permettere ai tuoi sentimenti di crescere.

La chiave è rimanere concentrati sulla tua risposta emotiva. Cerca di essere consapevole di quali sentimenti stanno sorgendo in te (E PER TE) mentre scrivi. Nota cosa sta succedendo nel tuo corpo e cerca di far crescere quei sentimenti. All’inizio può essere difficile se sei abituato a reprimere i tuoi sentimenti, quindi non essere duro con te stesso se ti ci vuole un po’ per provare qualcosa. Mantieni una pratica di diario espressivo regolare e gradualmente il tuo cervello imparerà che va bene sentire le cose.

 

Dopo il diario espressivo, fai una meditazione di auto-compassione per 10 minuti.

Questo per riportarti a sentirti più positivo e per concederti un po ‘di tempo per perdonarti per eventuali sentimenti difficili che potrebbero essere sorti. Ci sono molte meditazioni gratuite di auto-compassione su YouTube o Insight Timer (che è un’app per telefono gratuita).

Puoi anche sederti in silenzio, semplicemente ascoltando un brano che ti rilassa.

Tutto ciò che ti aiuta a tornare al tuo centro va bene.

Ti stai salvando la vita e tutto conta.

 

Risciacquare e ripetere – idealmente ogni giorno.

Il modo migliore per vedere i risultati è dedicare del tempo al diario espressivo ogni giorno. Una pratica regolare aiuterà a ridurre lo stress interno che sta guidando i tuoi sintomi.

 

Per ulteriori informazioni e collegamenti alle risorse, visitare la mia pagina “Articoli”. Sono anche presente su youtube e facebook (gruppo di supporto).

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Alessio Veneziano

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